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Alexandra David Neel
Buddismo Theravada
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Scrittura/Writing


Per tutti coloro che lo desiderano è disponibile gratuitamente, al link sotto riportato, la biografia in italiano, la sola a tutt'oggi in Italia, di Alexandra David-Neel, a suo tempo da me pubblicata con Ali&no Editrice e della quale ho ripreso i i diritti. E' un libro che mi ha impegnato per quattro anni, e che presenta documenti inediti, mai pubblicati prima, sulla vita della grande Alexandra David-Néel.

Ho deciso di offrirlo gratuitamente in quanto il libro è nato con l'intenzione di diffondere la conoscenza del Buddismo. Già a suo tempo, quando il libro venne pubblicato dalla casa editrice Ali&no, tutti i diritti d'autore furono da me devoluti ad un'associazione impegnata nel sociale, a dimostrazione delle motivazioni che mi avevano spinto a lavorare alla biografia di Alexandra David- Néel.


Alexandra David-Nèel è la prima buddista europea, ricordata soprattutto per il suo avventuroso e intrepido viaggio in Tibet ma in realtà a lei dobbiamo molte altre cose come, ad esempio, il suo essere stata ponte tra Oriente e Occidente, il suo aver tradotto classici dell'epica tibetana come Guesar de Ling, la divulgazione della pratica della meditazione in Europa, la descrizione chiara e dettagliata dei fondamenti del Buddismo.


For all those who desire it is available, free of charge, at the link below, the biography in Italian, the only one still in Italy, on the life of Alexandra David-Neel, that in May 2013 I published with Ali & no Publishing and of which I have taken back the rights. To write this book, I have worked along four years, and it presents unpublished documents, never published before, on the life of the great Alexandra David-Neel.

I decided to offer it for free because the book was born with the intention of spreading the knowledge of Buddhism. Already at that time, when the book was published by Ali & No Publishing, all copyrights were donated by me to an association engaged in social work, demonstrating the reasons that had driven me to work on the biography of Alexandra David- Néel .

Alexandra David-Neel is the first European Buddhist, best remembered for his adventurous and intrepid journey in Tibet but in fact we have many other reasons to remember her as, for example, her having being a bridge between East and West, her having translated classics Tibetan epic as Guesar de Ling, the disclosure of the practice of meditation in Europe, the clear and detailed description of the fundamentals of Buddhism.


   

Alexandra David Neel da giovane

Alexandra David-Néel all'età di 20 anni

Alexandra David Néel in meditazione nell'esterno della sua caverna in Sikkim dove visse tre anni in assoluta solitudine

Alexandra David Neel nelle sue vesti di Donna Lama

Alexandra David Neel e il suo figlio adottivo Lama Yongden

Akexandra David Neel esploratrice in Tibet

L'obbedienza è la morte

Il Lama di Lachewn con il quale Alexandra David Neel praticò un intenso periodo di meditazione

Alexandra David Neel cxon due monache buddiste nel 1923

Alexandra a Bombay nel 1924

 

Libro Alexandra David-Néel liberamente scaricabile qui

Book on Alexandra David-Néel free downloadable here (in Italian)

Per effettuare una libera donazione, non assolutamente richiesta, in considerazione del lavoro di ricerca effettuato, potete farlo qui - To make a donation, not absolutely required, in view of the research work carried out, you can do it here


BUDDISMO E FISICA QUANTISTICA

Quelli che non sono rimasti scioccati quando si sono imbattuti per
la prima volta nella teoria quantistica non possono averla capita".
Niels Bohr

REALTA’ E CONOSCENZA


Il rapporto tra Buddismo e Meccanica Quantistica si esplica soprattutto sul terreno della percezione dei sensi o, più precisamente, sulla teoria della sensazione. Il Buddismo, esattamente come la scienza, ripudia l’idea di un Dio, di un’anima, dell’eternità e ammette soltanto un ininterrotto flusso di flash rapidissimi di energia, transienti ed impermanenti. Il mondo sensibile è costituito da sensibilia che non sono che momentanei lampi di energia. Tutte le cose, senza eccezione, non sono altro che stringhe di eventi momentanei. Tale è l'idea principale del buddismo - non c'è altra realtà ultima che bit istantanei e separati di esistenza. Non solo entità eterne, sia esso Dio o che si tratti di materia, sono negate di realtà, ma anche la semplice stabilità degli oggetti empirici è qualcosa di costruito dalla nostra immaginazione. La realtà ultima, secondo il Buddismo, è cinetica e istantanea. Lampi di energia si susseguono uno dopo l’altro e producono l'illusione di fenomeni stabilizzati.

Questo cinetismo e quest’istantaneità sono indagati e studiati dalla Meccanica Quantistica, che si limita alla trattazione dei costituenti atomici che indubitabilmente la costituiscono. La Meccanica quantistica, a partire dalla seconda metà del secolo, ha dato spiegazioni inedite e talora stupefacenti di che cos’è la materia, di che cos’è, cioè, ciò di cui anche noi esseri umani siamo fatti. La Meccanica Quantistica rivela le leggi cui sottostanno le particelle subatomiche, rupa, come le chiamava Buddha, che compongono tutto ciò che è esistente ed anche il nostro corpo. Sebbene la percezione normale sia del tutto diversa da questa nuova acquisizione scientifica (nuova in senso lato in quanto ormai ha oltre cento anni di età) non possiamo, affrontando un serio discorso, non considerare questa nuova visione che la scienza della Meccanica Quantistica ci offre, ossia l’interpretazione di come si muove, agisce, il mondo subatomico che costituisce tutto ciò che si trova intorno a noi e noi stessi.

Sia la luce che le particelle che costituiscono gli atomi e cioè gli elementi fondamentali che compongono la materia (quindi noi stessi e la realtà a noi manifesta) sono costituite da minuscoli concentrati di energia detti QUANTI, che hanno una duplice natura: ondulatoria e corpuscolare. Queste ondulazioni, prodotte dalle rupa associate in blocchi di materia chiamati kalapas, sono, all’interno del corpo fisico umano, le cosiddette ”sensazioni”. Per sensazione qui si intende quella precisa consapevolezza, sperimentata sul corpo fisico durante la pratica di meditazione detta “vipassana”, che consiste nell’essere perfettamente consapevoli, appunto, delle sensazioni che si stanno sperimentando. Da notare, per inciso, che le sensazioni non essere prodotte attraverso la volontà o uno sforzo cosciente. Le sensazioni originano dal moto della materia, diciamo che, che rappresenta ciò che noi chiamiamo noi stessi. Le sensazioni si originano spontaneamente nel nostro corpo fisico, prodotte da fattori che il Buddha analizza meticolosamente ma che qui non esponiamo, rimandando ad altro articolo la loro trattazione.

In questa meditazione, descritta nel Mahasatipatthana Sutta, un Sutta, ossia Dialogo, appartenente al Canone Pali, Buddha insegna come meditare. In primo luogo viene praticata anapanasati, la meditazione che consente di calmare la mente, bloccando il continuo lavorio mentale da questa prodotto, eliminando i pensieri, riconoscendone il fatto sostanziale di essere non io, quindi cessando l’identificazione con i pensieri. Nei corsi di meditazione vipassana, anapanasati viene praticata per tre giorni e mezzo. Tanto occorre per portare la mente al suo naturale stato di tranquillità e capacità di penetrazione della realtà ultima. Il passo successivo è la meditazione vipassana, appunto. Il corpo, la struttura fisica diviene l’oggetto di meditazione, mentre finora era stato il respiro, e si procede facendo scorrere il respiro sulla superficie della pelle, in “strisce” alte circa 5 cm, seguendo un percorso regolare e costante che dalla testa, attraverso l’osservazione di tutto il corpo, giunge ai piedi. In anapanasati ci si è abituati a percepire il respiro, il tocco del respiro, soprattutto nella fossetta al centro delle labbra superiori. Lentamente, nel corso dei tre giorni e mezzo, si è compreso che questo respiro ha un suo vero e proprio corpo (kayanupassana) e il battito del respiro nella fossetta ci ha insegnato a percepire le sensazioni che lì, nella fossetta, si sono manifestate. In vipassana riportiamo questa sensazione di contatto su tutto il corpo.

All’inizio, generalmente, si sentono sensazioni molto pesanti, dense, terrose, a tratti dolorose (in una maniera del tutto sopportabile), a tratti assai piacevoli. Via via che l’investigazione di vipassana aumenta si penetra sempre più nella struttura corporea e si percepisce chiaramente l’intero corpo come un flusso continuo di sensazioni. Ma cosa sono, da che cosa sono originate queste sensazioni? Le rupa, o particelle subatomiche, scoperte dal Buddha e descritte dai fisici quantistici, si uniscono in blocchi di materia, chiamati kalapas, che sorgono e passano con grande rapidità, trilioni di volte in un secondo. In realtà, non c’è alcuna solidità nel mondo materiale. Questo non è altro che combustione e vibrazione. Oppure, abbiamo detto sopra, cinetismo e istantaneità. A ben vedere infatti da un punto di vista filosofico, “materia” è l’equivalente prossimo di rupa. Bisogna notare che la teoria atomica era già conosciuta in India ai tempi del Buddha. Paramanu era l’antico termine per indicare il moderno atomo. Il Buddha analizzò tale paramanu e dichiarò che consiste di paramattha – entità assolute che non possono essere ulteriormente suddivise. Vayo, l’elemento di moto, o cinetismo, un costituente delle paramattha, o vibrazione, è considerato come la forza o generatore di calore, o combustione. Moto e calore nel mondo materiale corrispondono rispettivamente alla coscienza e al Kamma in quello mentale. Dire quindi che la realtà ultima della materia non è solida ma non è che combustione e vibrazione, o cinetismo e istantaneità significa usare parole diverse per esprimere lo stesso concetto. Il movimento, o cinetismo, è prodotto dal calore, o vibrazione.


Tutto questo può essere visto in sede di meditazione vipassana. Non è niente di trascendentale, soprannaturale, magico o difficile da realizzarsi. E’, semplicemente, una naturale qualità della mente umana, allorquando sia concentrata e tranquilla, poter osservare le proprietà caratteristiche della materia di cui siamo composti. Le sensazioni sono quindi prodotte dal moto vorticoso delle kalapas e dei loro più intimi costituenti, i paramanu, o atomi, sospinte dalla forza pensiero, dal karma, dalla mente e dal cibo. La Fisica Quantistica indaga sulla materia (rupa), sui costituenti di questa (kalapas) e sulle più minuscole particelle della materia stessa (paramanu).


Anche la meccanica quantistica descrive la materia come un fenomeno ondulatorio e, allo stesso tempo, composto da entità particellari, al contrario della meccanica classica dove per esempio la luce è descritta solo come un'onda o l'elettrone solo come una particella. Bohr comprese che la natura della materia e della radiazione non doveva essere ricondotta solo in termini esclusivi o di un'onda o di una particella, ma sia l'elettrone che il fotone sono al tempo stesso sia un corpuscolo sia un'onda. Questo concetto, formulato dal fisico danese nel 1928, e noto come principio di complementarità, si basa sul fatto che la descrizione completa dei fenomeni che avvengono alle scale atomiche richiede proprietà che appartengono sia alle onde che alle particelle, ossia rupa, kalapas, paramanu: il sorgere e il passare delle sensazioni, l’impermanenza sostanziale di tutte le cose, compresa la nostra stessa struttura fisica, l’individuazione della realtà ultima della materia come vibrazione, istantaneità di flash d’energia già descritta dal Buddha. Nella Meccanica Quantistica la via spirituale e la via scientifica si fondono, si compenetrano, si auto esplicano e la Meccanica Quantistica può quindi essere definita come la più spirituale delle teorie mentre il Buddismo può essere definito come il più scientifico dei sistemi filosofici.

Alessandra Bruni, Gennaio/January 2015


 

info@alessandrabruni.it Ultimo aggiornamento: 16-04-15